Addio Campione
IL SALUTO DEL PRESIDENTE DELLA F.P.I. A GIOVANNI PARISI
 
Giovanni ParisiCaro Giovanni, ci siamo quasi tutti. Mannai, Cappai e Nardiello che avevano seri problemi mi hanno intensamente pregato di porgerti l’ultimo abbraccio. Giorgio Petriccioli e Salvatore Todisco li avrai già incontrati lassù. Il Signore ti ha voluto con sé, nonostante tu dovessi ancora offrire un sostegno determinante  alla tua adorata Silvia, a Carlos, Angel e Isabel.
 
Caro Giovanni avresti potuto dare ancora tanto al pugilato italiano. Ti avevo consegnato per meriti sportivi il diploma di Tecnico di primo livello, ma mi avevi garantito che avresti partecipato al prossimo Corso per Insegnanti.
 
C’era un grande progetto per te. Il tuo grande estimatore ed amico Andrea Locatelli ti avrebbe affidato, tra qualche tempo, un importante incarico tecnico. Eri già  il testimonial dei Campionati Mondiali di Milano 2009.
 
Il Presidente mondiale dell’AIBA Ching-Kuo Wu ti ha inviato un commosso messaggio. Cosi come il presidente del CONI Petrucci, tantiPresidenti di Federazione Nazionale e una infinità di messaggi da tutto il mondo hanno voluto testimoniare la loro partecipazione. La Nazionale Russa  ha voluto essere presente con una corona di fiori. Eri noto ed apprezzato in tutto il mondo.
 
Dieci giorni fa  eravamo insieme a Chianciano Terme. Oggi siamo qui a piangere la tua incredibile scomparsa. E’ difficile comprendere ed accettare il mistero della vita ma chiniamo il capo e in questo triste pomeriggio non ci resta che ricordare le tue straordinarie gesta sportive e prometterti con immutato affetto, con impegno morale e con la riconoscenza che il pugilato italiano ti deve, che non ti dimenticheremo.

Nel  “GUANTO D’ORO” sarà istituzionalizzato il “Trofeo Giovanni Parisi” che sarà consegnato all’atleta che dimostrerà di avere le qualità tecniche più simili a quelle che in un Torneo Nazionale nel lontano 1984 a Cecina, il Maestro Lucarno ed il presidente Vaccari ci permisero di osservare in te. Ti convocammo in nazionale  nel 1985. I primi incontri e Tornei internazionali Juniores non furono tutti vittoriosi. Ma nel luglio del 1986 eri già nella prima fascia degli atleti di Interesse Nazionale assieme a Todisco, Mannai, Cappai, Caldarella, Mastrodonato, Nardiello e Gaudiano.
 
Nel 1986 una psicologa russa esaminò i nostri azzurri e su Parisi espresse la seguente diagnosi: intelligente, introverso, buona motivazione al successo, ma occorre incrementare l’autostima. Dovevi acquistare più fiducia in te stesso, dovevi acquistare potenza muscolare e vincere.
 
La conquista del titolo italiano nel 1986, le prime medaglie in alcuni tornei internazionali, una maggiore potenza dei colpi a seguito di un intenso lavoro di potenziamento muscolare contribuirono efficacemente a sviluppare una maggiore sicurezza interiore. Anche se l’aumentata  potenza dei colpi aveva reso più fragili le mani.
 
Giovanni ParisiAllenamento duro, regime di vita severamente controllato, anche fuori dalla palestra, contribuirono a trasformare un talento in un grandissimo campione. Il 1988 sarebbe stato l’anno della verità. Purtroppo un infortunio alla mano destra ti costrinse ad una operazione. Il dottor Cecconi ti rimise in sesto in un paio di mesi e ti permise di partecipare  al Torneo di Atene - test match definitivo per la scelta della squadra olimpica. Perdesti dignitosamente in finale contro il mulatto svedese Camme.

Ad Atene, dopo l’incontro, ti dissi molto chiaramente: “Giova’ se vuoi salire sul podio a Seoul devi fare il peso piuma”. Fu dura ma ti costrinsi a seguire un allenamento durissimo ed una dieta rigidissima. Controllo medico tre volte la settimana fino a Seoul. Arrivammo a Seoul al massimo delle capacità psico-fisiche. Cinque combattimenti ai Giochi Olimpici  con tre vittorie prima del limite che non si ottengono se uno è debilitato. E questo Giovanni lo riconobbe e me ne fosti sempre grato. Dopo aver sbaragliato tutti gli avversari, per la finale del più corrotto Torneo Olimpico di tutti i tempi era stata predisposta una giuria  fatta su misura per privilegiare il rumeno. Con il cuore gonfio di una promessa solenne fatta a mamma Carmela, con la rabbia di subire una ingiusta sconfitta scagliasti un gancio sinistro invisibile per rapidità e potenza e per Dumitrescu non ci fu niente da fare.

Grazie Giovanni, per quella storica medaglia d’oro. Grazie per aver dato tanta gloria allo sport italiano. Grazie per aver arricchito enormemente il mio bagaglio professionale. I campioni sono fondamentali per arricchire l’arte dell’allenatore. Con i Campioni come Giovanni si diventa più bravi, più esperti, più umani. I campioni come Giovanni offrono lezioni di vita impareggiabili.

La tua carriera è proseguita con il professionismo. Ho fatto solo lo spettatore ai tuoi incontri più belli. Sei stato Campione del Mondo con pieno merito. Combattendo contro avversari veri e blasonati. Hai voluto ritentare, a carriera conclusa, la strada del successo sul ring. Tu stesso lo considerasti un errore di presunzione. Oggi ci lasci.

E ora che purtroppo non sei più tra noi, ora che il ricordo di un grande uomo invaderà ogni angolo della Calabria, d’Italia e del mondo intero, mi rivolgo a Carmela, a colei che ha ispirato ogni tua impresa, affinché ti possa accompagnare e guidare nell’Olimpo dei grandi e indimenticabili campioni, icone dell’unico pugilato che ho sempre sognato e che in te ha trovato il suo significato più profondo. Per questo non finirò mai di ringraziarti.
 
Franco Falcinelli