Vittoria rotonda dell’Italia sulla Germania, nel quinto dual match proposto dal
MILOC di Andrea Locatelli e Paolo Taveggia, in proiezione ai mondiali fissati a settembre al
Mediolanum Forum di Milano. Il successo azzurro era nei pronostici ed è stato mantenuto anche nei numeri, anche se non è stata una passeggiata come il risultato di
17-1, otto vittorie e un pari, lascerebbe supporre.
MATCH D'ANDATA - MILANO
12/06/2009 Palalido
MATCH DI RITORNO - NOVARA
14/06/2009 Palasport “Dal Lago”
La squadra ospite con all’angolo i tecnici Adolf Angrick e Michael Stachewicz, ha fatto salire sul ring alcuni giovani da tenere d’occhio. Oltre ad altri più esperti che hanno avuto la sfortuna di affrontare rivali azzurri decisamente di alto livello. L’avvio della serata ha visto confrontarsi nei welter il mancino romano Alessandro Marziali, contro il più alto Rinat Karimov, che ha provato a frenare le folate offensive dell’italiano col sinistro e in particolare col destro in montante. Tattica che ha inizialmente condizionato Marziali, troppo teso e poco lucido. Nel secondo e in particolare nel terzo round, la maggiore iniziativa del nostro giustificavano la vittoria, sia pure con grande dispendio di energie. Importante per Marziali firmare la prima vittoria in azzurro.
Nei superleggeri (64 kg.) Dario Vangeli trova Felix Lamm, classe ’90, compatto e anche esperto. Scontro tra due mancini, sul filo dell’equilibrio per due round, anche se Vangeli tiene l’iniziativa, ma paga in attacco, quando non completa l’azione. Lamm è furbo e attento, sa legare e colpire a sorpresa e ci vuole lo sprint decisivo del terzo tempo, con Vangeli che detta il tempo dei colpi mentre il tedesco sente il peso della fatica. Vittoria netta anche se non facile per l’azzurro.
Altro azzurro che voleva a tutti i costi vincere, parliamo del piuma Alessio Di Savino, in crescendo di condizione, come ha dimostrato tenendo a bada un cliente scomodo come Marcus Abramowski, classe ’85, bel longilineo con boxe speculare, che ha tenuto botta fino alla fine. E’ stato uno degli incontri più spettacolari e il romano merita un grande applauso per aver battuto un avversario per niente facile. Anche per lui la prima vittoria nei dual match, dopo sette sconfitte e un pari. Il quarto successo consecutivo arrivava dalle lunghe leve di un Parrinello ormai continuo ad alto livello. Il rivale Dieter Geier, 19 anni a luglio, grande speranza tedesca, ha pagato lo scotto dell’inesperienza e la sfortuna di trovarsi contro uno dei migliori atleti europei. Il match è sempre stato nei guantoni di Parrinello, che possiede un sinistro da manuale e usa anche il destro a conclusione. Geier ci ha provato ad uscire dal guscio di una difesa e testuggine, ma è dovuto subito rientrare. Larghissimo successo e punteggio sull’8-0 dopo quattro confronti.
La goccia (un punto) che leniva l’amaro di una sconfitta pesante tedesca, arrivava dal medio Terence Vorrath, che risaliva nel terzo round contro un Luca Podda decisamente carico di lattato, dopo i lavori pesanti a Pietroburgo. Nello spogliatoio, il ct Raffaele Bergamasco, aveva catechizzato il nostro atleta: “Mi raccomando, quando senti che arriva la stanchezza, non forzare i colpi, lavora solo in velocità”. Consigli preziosi ma difficili da eseguire, quando sei in battaglia. Il pugile sardo-romano ha tenuto bene per due round, anche se mancava di continuità. E poteva contare su un certo vantaggio. Vanificato nella ripresa conclusiva. Peccato. Comunque altra esperienza messa a frutto.
Che Vicenzo Picardi sia una garanzia lo si è visto in occasione della lotta contro il mosca Ronny Beblik, la punta della Germania, campione nazionale, vincitore di tornei all’estero e atleta di ottima quotazione. Picardi ha vinto le prime due riprese, impegnandosi niente male. Nella terza ha sentito la stanchezza pervaderlo e allora è ricorso al cuore, alla generosità, non facendosi imporre lo scambio corto che cercava un tenacissimo Beblik. Un successo meritato e faticato. Tanti applausi quando è salito sul ring Domenico Valentino, il talentuoso leggero di Marcianise, due medaglie mondali in bacheca (bronzo e argento) e l’ambizione di fare ancor meglio in futuro. L’avversario Sinan Bayrak di 22 anni, studente universitario e campione studentesco nazionale, ha capito subito che il vento spirava tutto dalla parte dell’italiano e si è adeguato. In difesa, qualche sortita col sinistro e rari tentativi di destro, mentre Valentino teneva l’iniziativa a colpiva con rapidità incredibile.
Tre riprese uguali a senso unico. Una dimostrazione di grande classe e condizione atletica che si avvia al top a parte di Domenico, fresco sposo. La prestazione gli è valso il riconoscimento da parte dei giornalisti presenti dell’ambito trofeo Giovanni Parisi. I grossi calibri Clemente Russo (90) e Roberto Cammarelle (+91) titolati e applauditi freneticamente dal pubblico, ormai beniamini conclamati, non hanno deluso le attese. Clemente ha giocato al gatto col topo contro il plastico massimo di Francoforte Stefan Koeber, ripetendo il successo di Halle nel 2008.
La boxe di Russo è spettacolare e rischiosa, molto personalizzata e la gente ne è affascinata. Koeber che lo sovrastava in altezza ha provato a colpire un bersaglio in apparenza sguarnito, ma è sempre o quasi rimasto con un pugno di mosche. Per contro ha dovuto incassare le serie rapide dell’italiano, in progressione di forma. Vittoria nettissima, come quella di Cammarelle, contro il monumentale Erkan Teper, vice campione nazionale, vincitore nel 2005 a Cuba, coraggioso e tenace. Ha scambiato con il campione di Chicago e Pechino a viso aperto, creando la giusta atmosfera della sfida. Ha tenuto fino alla fine, pur subendo diversi momenti difficili. Il punteggio di 17-1 è eloquente e indicativo di come l’Italia sia decisamente una squadra molto competitiva e non più l’espressione di qualche campione. Il segno di una crescita generale che lascia sperare nel futuro.